Carbossiterapia - Trattamento Corpo - Napoli

La Carbossiterapia nasce in Francia, presso la stazione termale di Royat (Clermont-Ferrand) nel 1930 dove venne utilizzata per la prima volta in persone con malattie a carico del sistema venoso. 
Questa metodica sfrutta le proprietà di un gas, la CO2, che è normalmente prodotta dall'organismo sia a riposo che durante l’esercizio fisico e poi diffonde rapidamente delle cellule produttrici nel torrente circolatorio. 


La CO2 a determinate dosi, è in grado di stimolare la respirazione ed il sistema nervoso, mentre sulla circolazione è un buon vasodilatante. 
Nella pratica, tanto per il medico quanto per il paziente, risulta essere molto interessante la somministrazione della CO2 per via percutanea, sia in ambito termale che nell’ambulatorio medico. 



L’applicazione del gas per via cutanea, ampiamente diffusa in ambito termale, come precedentemente descritto, può essere effettuata anche in ambulatorio medico, in questo caso il gas viene immesso nel tessuto sottocutaneo attraverso sottili aghi. 
Si usa un apparecchio collegato ad una bombola di CO2, medicale che permette l’erogazione di gas in modo controllato, programmabile in funzione delle resistenze incontrate nei tessuti del paziente. 
Durante la somministrazione è evidente un “gonfiore” della cute, segno della notevole capacità di diffusione della CO2 cui segue un arrossamento con senso di calore, segno dell'attività vascolare del gas.

Sono numerose le indicazioni della carbossiterapia; giovamenti evidenti si apprezzano nei pazienti affetti da insufficienza venosa agli arti inferiori, infatti, la somministrazione sottocutanea di CO2 determina, già dalle prime sedute, un netto miglioramento della sintomatologia legata alla stasi venosa. 
Un ciclo consiste, secondo la gravità dell’insufficienza, in sei/dieci trattamenti, ma dopo ognuno di essi, il paziente è in grado di avvertire e riferire, un certo benessere fisico. Si può evidenziare un miglioramento dei piccoli capillari cioè delle teleangectasie, riducendo, nel contempo, la necessità di dover ricorrere alla scleroterapia. La strategia terapeutica di tale patologia che è cronica e che si avvale, oltre che dall’azione del flebologo, della terapia fisica, elastocompressiva, scleroterapica e chirurgica, è pertanto, utilmente integrata, al fine di un miglior risultato clinico ed estetico, dall’utilizzo della carbossiterapia.

Riconosciuta è l’azione della carbossiterapia sugli accumuli localizzati di grasso, che spesso sono associati alla sindrome cellulitica. Un attento esame delle pazienti rivela spesso la coesistenza di problematiche dovute ad alterazioni sia anatomiche che funzionali al piede, che determinano uno scarico venoso deficitario.  
La seduta dura dai 15 ai 20 minuti e non è dolorosa e i risultati si osservano velocemente e quasi subito si avverte un senso di leggerezza alle gambe. Per consolidarli sono però necessarie almeno dieci sedute da eseguire due volte alla settimana.

La carbossiterapia è anche indicata per ringiovanire il volto, soprattutto il doppio mento e il decolleté, due zone particolarmente a rischio e che rivelano il passare degli anni. L’anidride carbonica, iniettata in queste aree con un ago sottilissimo, svolge una funzione antiaging, rivitalizzando i tessuti e rendendo la pelle più tonica e compatta. In pratica agisce direttamente sulla struttura dei fibroblasti. Il trattamento è indolore e di breve durata, però, deve essere eseguito da un medico. 
Nella sindrome cellulitica un ruolo fondamentale riveste l'alterazione del microcircolo. Considerando l'azione microvascolare della CO2, si capisce come la carbossiterapia abbia un razionale scientifico nel trattamento di questa patologia. 
La somministrazione di CO2 per via sottocutanea può risultare molto utile in alcune situazioni che prevedono spasmi dei vasi come nella sindrome e nel fenomeno di Raynaud. 

La somministrazione di CO2 nel dorso delle mani e dei piedi, preventivamente riscaldati per ridurre il disagio, determina una riduzioni degli spasmi vasali. Si inietta il gas molto lentamente, alla comparsa di gonfiore si spinge delicatamente il gas verso le dita. Il ciclo di trattamento prevede mediamente 20-25 sedute.

In clinica dermatologica l’applicazione del gas medicale determina un più rapido miglioramento delle lesioni psoriasiche. 
Una particolare e peculiare indicazione della carbossiterapia è la lipomatosi multipla simmetrica (LSM), malattia di raro riscontro, caratterizzata dall’accumulo progressivo di grosse masse adipose al collo, alle spalle, al tronco ed agli arti. Attualmente, le terapie effettuate sono, in associazione alla terapia dietetica, la terapia chirurgica associata o meno alla lipoaspirazione. Una serie di osservazioni fanno pensare che uno o più cicli di sedute di carbossiterapia prima del trattamento chirurgico permettano di ottenere un miglior risultato.